30 maggio 2009

Cholla su Wikipedia


Con grande piacere vi segnaliamo la presenza di Cholla su Wikipedia:

italiano
/
inglese

Click the above links for Wikipedia pages about Cholla, in Italian and English

29 maggio 2009

Dalla Cina alla Biennale


Dal 4 Giugno 2009 al 15 Settembre 2009 (apertura al pubblico il 7 Giugno) Giudecca 795 Art Gallery ospita nella sala grande l'evento collaterale Biennale "Praise of Nature / Elogio della Natura" dell'artista cinese Liu Zhong - mentre nella seconda sala prosegue fino al 15 Giugno la mostra personale di Cholla il cavallo pittore, idealmente "in Biennale" anche lui.... e un pochino se lo merita! (vedi Wikipedia). Sempre nella seconda sala, siamo lieti di presentare anche una selezione di opere degli artisti da noi rappresentati; vi invitiamo dunque a seguire il percorso espositivo, che si conclude con un saluto nel gift shop con le ultime novità e gli oggetti di design.

Liu Zhong presenta a Giudecca 795 alcune opere recenti su carta di riso e seta, dipinte con il tradizionale inchiostro nero, sul tema del mondo animale ispirate alla celebre Histoire naturelle del Buffon - le cui illustrazioni furono riprese negli anni Trenta da Picasso. Liu Zhong è un artista che ha dedicato gran parte della sua ricerca proprio al mondo animale, visto attraverso una prospettive del tutto particolare e che lo accomuna al lavoro di celebri artisti. Con questi lavori, Liu Zhong intende porre l'accento sulla necessità di un approccio diverso dell'uomo con la natura, tema oggi molto sentito in Cina. Nei lavori di Liu Zhong si evidenzia il suo essere modernamente contemporaneo mentre si esprime su un tema che innegabilmente è sempre stato al centro dell'attenzione per la pittura cinese. Questi lavori di Liu Zhong, nella fedeltà ad una tradizione pittorica millenaria, sorprendono per il loro tono, il loro linguaggio e, a volte, la loro curiosità compositiva e ci traghettano verso una modernità rispettosa di un mestiere, quello dell'artista, che è non solo fatto di immagini, ma anche di idee atte a trasportarci in un contesto sociale in cui si diviene testimoni e tramite della poetica della vita.

"Praise of Nature" apre il 4 Giugno alle ore 10; orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18; chiuso il lunedì.




From 4 June to 15 September 2009 (opening to the public: 7 June) Giudecca 795 Art Gallery hosts in its main hall the Biennale collateral event "Praise of Nature / Elogio della Natura" by the Chinese artist Liu Zhong - whilst the "personal" exhibit of Cholla the painting horse continues in the second hall until 15 June (Cholla himself is ideally "part" of the Biennale.. he deserves it a little, don't you think). The second hall is also displaying a selection of artworks by our represented artists; so we invite you to follow the exhibition route, ending at the gift shop with the latest novelties and design objects.

Liu Zhong presents at Giudecca 795 some recent works on rice paper and silk, painted with the traditional black ink, about Nature and the animal world, inspired by the famous Histoire naturelle by Buffon - whose illustrations were remade in the Thirties by Picasso. With these works Liu Zhong wants to emphasize the need of a different human approach towards nature, which nowadays is a very important theme in China, which is treated by Liu Zhong as a contemporary artist, opening up a new point of view. The fact that the nature has the property of being a central theme in the Chinese painting tradition is undeniable, especially subjects taken from the animal and vegetable kingdoms. Liu Zhong remains very close to his own poetics root, belonging to the nature kingdom and to a real tale that was born from an inner relation with the world where we live, and with a wonderful and never ending creation. This works of art by Liu Zhong are faithful to a thousand-year painting tradition, they surprise us because of their tones, their language, and sometimes because of their curiosity in composition. They show us a way of being modern that respects the trade of the artist, a trade that is not only made of images, but also by ideas that want to transport us and the artist as well to a social contest in which we are witness and intermediary to the poetics of life.
"Praise of Nature" opens on 4 June at 10 am; opening hours: Tuesday to Sunday 10 am to 6 pm; closed on Monday.


02 maggio 2009

Mostra G795 a Gallarate (Varese)
Basfi, "Tentativi di sopravvivenza"

"Il mondo visto da un giovane d’oggi, un giovane pittore autodidatta e per questo motivo incontaminato ed affatto condizionato da nessuna disciplina scolastica. La realtà di una provincia vicina e in costante pericolo di fagocitazione metropolitana.
Basfi vede il mondo in modo schematico come del resto è oggi la vita nelle realtà accennate precedentemente. Il mondo come scatole, come contenitori assolutamente disumani ed inaccettabili.L’artista dipinge la realtà , una dura realtà, che concede poche speranze e nessun tipo di emozione che non sia negativa. Basfi però riesce ad elaborare come necessità di sopravvivenza contenitori e scatole più umane, i colori e la materia all’inizio timidamente poi in crescente forza e vigore cercano una salvezza del corpo e dell’anima. Così nascono lune quadrate, improbabili spiagge e figura umane dove si coglie l’essenziale fatto di colori e materia palpabile e reale.
In una sua bellissima fotografia si scorge un asinello davanti ad un muro con la scritta “autocarrozzeria”, questo è in pratica il messaggio, il manifesto della sua arte. Inermi davanti al mondo crudo e privo di qualsiasi riferimento alla natura, dobbiamo trovare la forza di superare l’immane ostacolo vedendolo o immaginandolo ancora a nostra misura. E’ una operazione di inconscia esorcizzazione del diavolo tecnologico alla ricerca delle emozioni ancora possibili anche se nascoste. Artista di rara sensibilità è capace di stupire ed emozionare mediante l’uso sapiente dei colori e dei materiali di produzione artificiale come gli acrilici e le resine per rappresentare una natura ancora viva e con l’arduo compito di recuperare." G.Belli


Ebbene si! Giudecca795 propone gli artisti della galleria anche in altre sedi.
Basfi (G.Bassi) sarà a Gallarate (Varese) con una personale dal 9 al 24 maggio allo Spazio Zero , via Ronchetti 6. "Tentativi di Sopravvivenza" è il titolo della mostra organizzata da Metamusa arte, inaugurazione Sabato 9 Maggio 2009 alle 18. Orari di apertura al pubblico: dal Martedì al Sabato 16.30 - 19, Domenica 10-12/16.30-19; chiuso il Lunedì; ingresso libero. Clicca qui per ulteriori informazioni

Young and talented abstract painter, in balance between an instinct for color and the geometry of shapes, passion and rational thought, curiosity and strenght, Giorgio Bassi (Basfi) presents his last artworks at Spazio Zero in Gallarate, via Ronchetti 6. "Survival efforts" is the title of the exhibit organized by Metamusa arte, opening Saturday 9 May 2009 to 24 May 2009. Opening hours: Tuesday to Saturday 4.30 pm - 7 pm,
Sunday 10-12am/4.30 pm- 7 pm; closed on Monday; free entrance. Click here for more



Basfi - in a continuous process of technical experimenting - was featured in several collective and personal exhibits, and is represented by Galleria Giudecca 795, Venice Italy.

27 aprile 2009

Cholla, rassegna stampa

Un grazie collettivo... Hanno scritto e stanno scrivendo (e parlando) di Cholla il cavallo pittore / Cholla's press coverage:

ANSA, ArtDaily, Art Dream Guide, Arte Go, Artemoderna, ArteRomaEventi, Artnet, Artsblog, Artshow, Associated Press, BBC News, CNN News, DAG NL, Der Spiegel, Die Welt, DotHorse.it, El Siglo, El Universal, Exibart, Exonline, Focus, Focus Blog, Gloucester Times, Horses NL, Hurricane, Il Corriere della Sera, Il Corriere del Veneto, Il Giornale, Il Mattino di Padova, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore, Il Venezia, Italia Uno - Studio Aperto tv news, La Nuova Venezia, La Stampa, La Repubblica, La Repubblica News, La Tribuna di Treviso, La 7 Tv, Libero, News Ru, Newsday, RAI TGR Lazio, RP Online, Sat8, Swissinfo, TeleNordEst, tioSquare.ch, Today MSNBC, USA Today, Venezia net, Visto, ViviJesolo, Waarmaarrar NL, Zaanzone NL, Ziguline, Zocalo

26 aprile 2009

a horse of a very different color

Un cavallo di un colore molto diverso

(dal catalogo della mostra)



Cercando un pittore, abbiamo trovato un cavallo. Un cavallo che dipinge.
Sconcertante. Affascinante. Entusiasmante(...). Certo che Renee Chambers, che non è una pittrice ma una ballerina classica, ha avuto un bel coraggio ad iscrivere al concorso un dipinto fatto dal suo cavallo. Nel giro di pochi minuti ci siamo appassionati a questa strana storia, e abbiamo deciso di verificarla - e qui ci siamo rivolti all’etologo Danilo Mainardi. Quindi ha cominciato a stuzzicarci l’idea di una mostra “personale” di un cavallo pittore. A dirla tutta, c’è voluto un certo coraggio anche da parte di una galleria d’arte, per mettersi così in gioco, specialmente a Venezia che è una della capitali dell’Arte.
Con un sondaggio ed una preview ad una fiera di arte contemporanea a Roma, che ha suscitato anche il grande interesse della stampa, abbiamo compreso che il pubblico non si capacita del fatto che il pittore sia un cavallo. Eppure è così.
Cholla non dipinge pestando la tela con gli zoccoli. Dipinge tenendo il pennello tra i denti, e chinandosi per raccogliere il colore, come è visibile in molti filmati disponibili (uno in particolare in galleria e alcuni spezzoni sul nostro sito). Dipinge liberamente, comincia e smette quando vuole..

E’ bravo? Dipende dal punto di vista.

Come animale, è un fenomeno: soprattutto se si considera che è figlio di un Mustang, è ancora semiselvaggio, che non è ammaestrato, e che la stragrande maggioranza dei cavalli ridurrebbe il pennello in mille pezzi in due minuti.

Come “artista”, dovremmo dire che è un autodidatta e che si vede chiaramente; non si può parlare di pulizia del tocco, e non ci azzardiamo ad attribuirgli pensieri e concetti (ma l’inconscio di un cavallo, esisterà?) né volontà di rappresentazione e di significati che saremmo noi umani ad attribuire. Però… non è ad un segno istintivo, immediato, primordiale quello cui molti artisti di oggi e di ieri hanno cercato di avvicinarsi, tentando di fare tabula rasa della propria esperienza? E dunque: i segni tracciati da Cholla potrebbero essere visti idealmente come un punto d’arrivo?

I suoi acquerelli piacciono al pubblico, e alcuni – sinceramente – ci stupiscono positivamente. Parlando in generale, è l’uomo a tentare interpretazioni, e spesso a “vedere arte” dove forse non c’è (mordiamoci la lingua che è meglio). Ma sperimentare, parlare e discutere di arte, è proprio quanto desideriamo.
A noi interessano due domande, che vi starete forse ancora ponendo anche voi: Cholla è contento di fare quello che fa? E poi, che cos’è l’arte, in particolare quella contemporanea? Vari artisti (non esclusi alcuni celebratissimi) nel tempo sono ricorsi a tutti i mezzi per raggiungere uno stato alterato di “coscienza”: se quel che conta è il gesto, forse ci siamo; ma questo è solo qualcosa su cui riflettere. E l’ironia fa la sua parte.

Di fatto, per dirla in modo scherzoso, Cholla non beve, non fuma, non si droga; non copia l’opera altrui, e non cerca di cavalcare l’onda. Cholla cavalca in mezzo alla neve in Nevada, beato lui; sfoga la sua energia in corse sfrenate; a maggior ragione è sorprendente vederlo poi fermo davanti al cavalletto. Libero di andarsene, eppure fermo, diremmo concentrato.

Non è facile per lui gestire i barattoli di colore preparati da Renee (la scelta cromatica da parte del cavallo è forse casuale, chi può saperlo, ma in fondo non è così importante, dato che le sue composizioni monocrome sono forse le più apprezzabili); Cholla si posiziona il pennello tra i denti senza masticarlo, fino a raggiungere l’angolazione voluta; solo allora comincia a dipingere, e resta al cavalletto, volontariamente, per molti minuti. Questo comportamento è qualcosa di così straordinario da convincere persino l’insigne professor Mainardi, il quale presto ha abbandonato il suo iniziale (e pesante) scetticismo, per concludere qualcosa di importantissimo per tutti noi: le opere di Cholla sono atto volontari e consapevoli, probabilmente giocosi, di un cavallo non costretto e non ammaestrato, ben trattato, a suo modo felice. E già questo ci piace. Che poi la signora Renee raccolga il pennello per il cavallo quando gli cade a terra e glielo porga, non è rilevante, perché anche dai filmati è evidente che Cholla lo cerca e vuole continuare. Non si lascia distogliere nemmeno dalle mosche: le scaccia con il pennello ben serrato tra i denti, e riprende. (...)




A horse of a very different color

(from the exhibit catalogue)

Seeking a painter, we found a horse. A horse who can paint.
Disconcerting. Fascinating. Exciting. (...) Renee Chambers, who is not a painter but a classic dancer, must be brave indeed to submit an artwork by her horse. We smiled at the thought.
As minutes passed, we were more and more interested in that unusual story. We decided to check the facts first and called ethologist Danilo Mainardi. We became thrilled by the idea of an exhibit, a "personal" exhibit of a horse who can paint. To tell the whole truth, it took some courage also for an art gallery to put its reputation at risk, especially in Venice which is one of capitals of Fine Art. With a poll and a preview at a contemporary art fair in Rome, where we also attracted the interest of the media, we realized that the public could hardly believe that the painter is a horse. But it is.


Cholla does not paint by stamping his hooves on the canvas. He paints by holding the brush in his teeth, reaching down to get paint from his color jars -- an activity that can be seen in various videos (it is particularly clear in one video available at the gallery and on our website). He paints freely, starting and finishing when he wants to.

Is he is good at it? It depends on your perspective.

As an animal, he is a phenomenon. This is even more accurate if you consider that he is the offspring of a mustang, a semi-wild horse that is, definitely, not trained to paint. And most horses would chew the brush to bits in two minutes.
If we consider him an "artist," then say he is self-taught, and that it is readily apparent. We cannot talk about a pure stroke, and we do not dare speculate about his thoughts, concepts (does a horse's unconscious exist?), desire of representation, and meanings which we humans may assign. But… isn't it true that several artists in past or modern times tried to achieve instinctive, immediate, primordial signs, working from a blank slate? So could Cholla's signs be ideally considered as a target point?

The public's opinion seems to be that his watercolors are appreciated, and some are truly amazing also to us. Generally speaking, we may be trying to render, to "see art" where there may be none (better zip our lips). Yet speaking and debating about art is exactly what we wish.

We care about two questions, which you may be still asking yourself as well: is Cholla happy about what he is doing? And what is art, especially contemporary art? Several artists, including some famous ones, used any means to reach an altered state of "consciousness." If the gesture is what matters, maybe that's all that matters, but this is just something to think over. And irony matters.
As a matter of fact – will you smile, too? - Cholla is neither a smoker nor a drinker nor a drug addict. He does not imitate anyone's art, and he is not trying to ride the right wave. Cholla frolics in the snow in Nevada, the lucky guy, giving vent to his energy, so that we are even more surprised to watch him stand still in front of his easel. Free to quit, yet still, we would say, concentrated.


It is not easy for him to manage the color jars prepared by Renee (the choice of colors made by the horse may be random, who knows, but it is not so important; his monochrome compositions are, perhaps, the most appreciated). Cholla places the brush in his mouth (without chewing on the handle) until he reaches the desired angle then, only at that time, does he start painting, and he stands at the easel, willingly, for many minutes. This behavior is something so extraordinary that it succeeded in convincing the renowned professor Mainardi, who quickly abandoned his initial (and heavy) skepticism to conclude something extremely important to us all: the artworks by Cholla are willing and conscious acts, maybe playful, by a horse who is neither forced nor trained: he is well kept and happy, in his way. And we like this.

The fact that Renee may pick up the brush and give it back when Cholla drops it is of no relevance because the videos also show that Cholla looks for the brush so that he can continue. He does not even let the flies distract him. He chases them away by waving the brush held firmly in his teeth, then continues to paint.
(...)

21 aprile 2009

Cholla! Piccole provocazioni al galoppo

Si pronuncia "Ciòjia" (come in spagnolo), ormai lo sa mezzo mondo. La newsletter sta correndo per il web, ringraziamo chi ci ha già risposto con grande simpatia, e anche chi si sente perplesso. Possiamo solo dire che per un gallerista un'iniziativa del genere è in qualche modo è uno dei piccoli sogni della vita. Ringraziamo la stampa che finora si è interessata al "caso", e un grazie, enorme, al professor Danilo Mainardi, etologo, da noi interpellato come esperto scientifico nel momento in cui abbiamo conosciuto Cholla, il cavallo che dipinge. Adesso possiamo anche dirglielo: senza il suo parere, non avremmo mosso un dito. Cholla dipinge consapevolmente, liberamente, senza essere forzato: è già moltissimo. Il rispetto dei proprietari per lui è tale che hanno deciso di non trasportarlo a Venezia per evitargli uno stress inutile e pericoloso.
Guardate il video, spezzone del filmato mostrato in galleria. 30 acquerelli originali in esposizione dal 24 Aprile al 15 Giugno 2009. Vernissage il 24 Aprile dalle ore 18. Info: sul sito www.giudecca795.com , naturalmente. Speriamo gli piaccia il catalogo. Il suo primo catalogo.

07 aprile 2009

Grazie Roma

Grazie Roma, anche se non siamo romanisti né fan di Antonello Venditti. Non ce la sentiamo di festeggiare al nostro rientro a Venezia, per rispetto alle vittime del terremoto e ai loro familiari (ieri durante il viaggio in autostrada abbiamo incrociato per ore le colonne dei mezzi di soccorso, una cosa da pelle d'oca). Il nostro pensiero va a tutti loro e ai soccorritori. Per l'allegria ci sarà tempo.
Grazie a quanti ci hanno seguito, grazie per la (nostra) rassegna stampa "da paura", grazie in particolare al TGR Lazio Rai, al TG2, a Il Messaggero. Ciao, a presto

19 marzo 2009

ci siamo


Art Fair in Open City 2009

Quarantatre gallerie, con diverse presenze straniere. Questi i numeri della seconda edizione della fiera romana d'arte contemporanea dell'Eur, che quest'anno - a cominciare dal nome, ArtO'_Art Fair in Open City - ha visto una totale rivisitazione della sua formula, sotto la direzione del critico e curatore indipendente Raffaele Gavarro. La selezione delle gallerie - tra le quali Giudecca 795 - ha visto all'opera un gruppo di curatori che hanno coadiuvato il direttore nelle scelte, mirate ad individuare situazioni emergenti e con una forte vocazione alla ricerca, dalla curatrice Julia Trolp che ha selezionato gallerie dell'Europa dell'est, fino ad un focus sulla situazione siciliana per la cura di Francesco Lucifora. (segue)

12 marzo 2009

NEWS!

Comunicati degli annunci:

> partecipazione di Giudecca 795 ad Art-O' (italiano / english)
> primo annuncio mostra personale di CHOLLA (italiano / english)

Dal 16 Marzo fino a fine mese siamo aperti su appuntamento.
Dal 2 al 6 Aprile ci trovate ad Art-O' Roma Eur.
Prossimo vernissage: 24 Aprile 2009, Cholla Chambers

From 16 March to the end of March we're open by appoinmtment.
From 2 to 6 April you'll find us at Art-O' Roma Eur.
Next vernissage: 24 April 2009, Cholla Chambers

04 marzo 2009

un sacco da fa'

scusate se non aggiorniamo il blog frequentemente ma c'abbiamo veramente un sacco da fa'. La bella mostra di James King è in corso (apertura pomeridiana dalle 16 alle 20), e la Galleria Giudecca 795 è lieta di annunciare la propria ammissione alla fiera ArtO' (Art Fair in Open City) dal 3 al 5 aprile 2009 al Palazzo dei Congressi dell'EUR, Roma. A presto


Red Eyes e Red Eyes II.
Nulla si crea e nulla si distrugge

23 febbraio 2009

e poi arrivò James

Sono già arrivate dagli USA per fortuna, risparmiandoci una bella dose di stress, le 16 tele di James King. atmosfere particolarissime, cupe ma con accenti di colore che illuminano il gioco di ombre. Protagonista, quasi sempre, una figura di bambina, che in questa immagine vediamo comunicare con un pesce (Communication, 2009, tecnica mista).

Vernissage il 28 Febbraio, praticamente tutto pronto, manca solo la cioccolata calda che abbiamo promesso, e la manterremo. Saranno presenti sia l'artista che il suo impegnatissimo curatore italiano.

a gentile richiesta



Un caffè ci voleva proprio... Rivedrete Benny Katz in giro per l'Italia: i suoi quadri-scultura sono stati apprezzati e richiesti. Presto una nuova personale a Milano? Complimenti! Domani ultimo giorno teorico della mostra... Da non perdere: le SUE maschere.

13 febbraio 2009

last minute

Dopo 3 giorni di telefonate intercontinentali e di s.... mondiali, le casse con i lavori di Benny sono state finalmente rintracciate in chissà quale scalo, e consegnate in galleria, con un anticipo di "ben" 27 ore sull'inizio della mostra. poteva andare anche peggio, e sarebbe sicuramente andata peggio (lunedì prossimo!) se fossimo gente che si rassegna al cosiddetto destino. ma non bisogna rassegnarsi al fatalismo e al menefreghismo. Venezia e i veneziani dovrebbero smetterla una buona volta. quindi siamo qui, anche se pensavamo che "last minute" si applicasse alle prenotazioni alberghiere, non alle consegne dei corrieri...

06 febbraio 2009

Pronti per Benny?





Ebbene sì, è quasi giunta l'ora. Di aprire le porte ad Oops!, opera premiata ad Arte Laguna lo scorso anno. Ma soprattutto a Benny Katz (che non conosciamo personalmente, ma con cui il rapporto email si è fatto da ottobre ad oggi sempre più stretto) e alle altre sue opere, pitture e sculture. Dagli scambi di battute e agli scambi di video musicali (lui ascolta musica terribile!!!) inframezzati ai racconti personali, tra un rifacimento della grafica degli inviti e l'altro, praticamente ci siamo conosciuti online (non fraintendete!!), e ora tutto è curiosità. Prima arriveranno le sue opere, poi lui. Barba, baffi? Alto, magro, biondo bruno? Naturalmente non ha nessuna importanza. La cosa più "importante" è trovare lo spazio giusto dove collocare... "Oops"!

Vernissage: 13 febbraio 2009, dalle ore 18. Con hot chocolate, sissignori.

Just kidding, Benny. And announcing your solo show

08 gennaio 2009

Buon Anno

Auguri a tutti! Speriamo abbiate trascorso un periodo sereno, ai Caraibi o sotto 50 cm di neve... Nel mese di gennaio la galleria sarà aperta su appuntamento e per lavori. Vi anticipiamo le prossime mostre:
13-24 Febbraio 2009 "Oops! Benny Katz" (inaugurazione il 13 Febbraio alle 18 con cioccolata calda, in clima carnevalesco)
28 Febbraio - 15 Marzo 2009 "James King" (inaugurazione il 28 Febbraio alle 18 con cioccolata calda, anche se sarà Quaresima).
Vi aspettiamo

Happy New Year! In January we'll be open by appointment. Here are the next exhibits:
13-24 February 2009 "Oops! Benny Katz" (vernissage 13 February at 6 pm with hot chocolate, it's Carnival time!)
28 February - 15 March 2009 "James King" (vernissage at 6 pm with hot chocolate, it's... Lent!).
See you at Giudecca 795

23 dicembre 2008

01 dicembre 2008

Sani, salvi e asciutti

Saluti e ringraziamenti a quanti ci hanno telefonato oggi per sapere in che acque ci trovavamo... Tutto ok con la marea eccezionale e inaspettata di stamattina (quasi 160 cm a mezzogiorno), che non ci ha toccati a parte la problematica legata al portone di ingresso che ha creato qualche disagio (aspettando S.Fabbro bis). Siamo "alti" e asciutti, con la vasca piombata sotto il pavimento: resistiamo! Abbiamo in corso una delle poche mostre d'arte di Venezia salve dall'acqua alta. Federica, se ci leggi da Londra sta' tranquilla, è tutto a posto.
Solidarietà, naturalmente, a quanti (specialmente artisti e colleghi) a Venezia hanno riportato reali danni, anche ingenti; ma VERGOGNA a chi se ne sta già approfittando, meditando risarcimenti-truffa alla città.
Complimenti agli scioperanti dell'ACTV (trasporto pubblico di terra ed acqueo), bel senso di responsabilità aderire allo sciopero nazionale dei trasporti oggi, con lo stato di calamità naturale... Lo sciopero è stato revocato a Venezia, molti sono tornati al lavoro nel tardo pomeriggio (grazie) ma si vede che molti altri addetti avevano spento cellulare, radio e televisione.

ciao a tutti, e a presto

One of the few galleries of Venice, we have not been flooded. WE're safe and sound, together with the artworks. Thank you, come visit us

29 novembre 2008

"Memorie e Microcosmi"


LE OPERE DI QUESTI RAGAZZI SONO
INASPETTATE E BELLISSIME!!!
NE VALE VERAMENTE LA PENA



Collettiva degli artisti: Igor Imhoff - Silviya Radeva - Federica Menin
a cura di: Emanuela Vozza e Matteo Efrem Rossi presso Giudecca 795 Art Gallery
dal 29 novembre al 13 dicembre 2008 - ingresso gratuito
Vernissage sabato 29 novembre 2008 - dalle ore 18.00
-> Sito ufficiale della mostra Memorie e microcosmi
Orari: da martedì a domenica - ore 15.30/20.00
Visite fuori orario su appuntamento | chiuso il lunedì
Ufficio stampa “Memorie e Microcosmi”: aece@libero.it | 328.5729493 – 333.5982859
Giudecca 795 Art Gallery: Fondamenta S.Biagio 795, Giudecca – Venezia | Tel. 041.7241182 – 340.8798327
Catalogo a colori edito e distribuito da Toletta Studio LT2 (Progetto Accade 2008)

ACCADE 2008 è un progetto realizzato con il contributo della Regione Veneto, promosso dall'Associazione Culturale Attivarte in collaborazione con Galleria A+A - Centro Espositivo Pubblico Sloveno, Assessorato alle Politiche Giovanili e alla Pace del Comune di Venezia, GAI – Archivio Giovani Artisti Italiani del Comune di Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa, Accademia di Belle Arti di Venezia e Galleria Contemporaneo di Mestre.

A fronte di una contemporaneità sovrabbondante, nel soffocamento della sensorialità generato dalla sovrastimolazione estetica, l’antico horror vacui si ribalta oggi in un inedito horror pleni. Tre artisti in questo ambiente saturo sembrano voler creare nuovamente un vuoto, un vuoto interiore di tempo e di spazio che si percepisce a monte delle loro opere, come un sostrato fertile.
Pur con diversi approcci, con diversi mezzi espressivi, Silviya Radeva, Federica Menin e Igor Imhoff puntano a quell’humus rappresentato dall’interruzione del tempo lineare. Ciò che ne emerge sono apparizioni sull’orizzonte di un mondo interiore che si compongono ordinatamente; microcosmi privati, mondi fluidi e silenziosi in lenta, inesorabile mutazione: mutazione biologica, fisiologica, psicologica.
Nonostante la coesione interna, le loro opere rivelano una costante tensione verso l’indefinito, ciò che passa e si cancella, ciò che rimane nascosto allo sguardo. L’ambiente rarefatto, spoglio, scarnificato dagli orpelli della contemporaneità, si veste di memorie complesse.
Sono, infatti, microcosmi che nascono da un’operazione di recupero, di riemersione del passato: un passato prossimo – il salotto ottocentesco di Silviya Radeva –, un passato più distante – Federica Menin e gli interni fiamminghi – un passato più che remoto, archetipico quello di Igor Imhoff, che raccoglie tracce antiche per riproporre con mezzi tecnologicamente contemporanei segni remoti, come graffiti rupestri.
Non si tratta, tuttavia di revival più o meno nostalgici dei tempi andati: il passato affiora qui insensibilmente e appena riconoscibile da una memoria profonda, che lo ha digerito e lo rende disponibile a diventare materia prima per una nuova personale narrazione, per tessere una sorta di geografia privata in cui nuovamente orientarsi.
Sono sempre geografie emotive, mappature familiari ma mutevoli che, distanti ormai dalle mappe bidimensionali dei navigatori antichi, contemplano uno spazio a quattro dimensioni in cui il tempo gioca un ruolo fondamentale.
Il tempo è infatti una venatura interna alle opere, che improvvisamente dilatandosi o snodandosi in forma circolare suggerisce lo scorrere di una vita minima, sussurrata più che declamata, da cogliere in un’osservazione silenziosa, col fiato sospeso.
Questi microcosmi sembrano aver espulso la presenza attiva dell’uomo. Rimangono solo oggetti quotidiani che si caricano di tensione emotiva o simboli antichi dal significato ambiguo e mutevole. L’umanità, ridotta a ciò che rimane inerte, o ridotta a simbolo, virtualizzata in una presenza-assenza, genera ancora una volta un vuoto che dall’opera d’arte chiama, chiede la nostra personale partecipazione, quasi a fare da contrappeso a questa mancanza.
Non prevale quindi il nichilismo, l’incapacità di comprensione e comunicazione. Viceversa, la possibilità di riconoscere quasi ad istinto la sostanza intima e personale da cui si genera l’opera apre un dialogo più profondo con questi paesaggi interiori tutti contemporanei in cerca di nuovi codici da stabilirsi su nuove lunghezze d’onda.

28 novembre 2008

3 artisti 3: Memorie e Microcosmi


S i l v i y a R a d e v a
Cresciuta in Bulgaria, formatasi all’Accademia Nazionale di Sofia (Department Print Graphic), nel 2003 approda a Venezia per frequentarne l’Accademia di Belle arti e focalizzarsi sul mezzo pittorico. La pittura è oggi il linguaggio elettivo cui si affida l’immaginario di Silviya Radeva.
Fra le sue opere, l’attenzione si sofferma necessariamente su una serie di otto dipinti, le “stanze”, stanze di un sogno sospeso in una materia densa.
Acrilico e bitume per impastare e modellare un mondo rarefatto che si affaccia sulla superficie del dipinto, sempre al limite fra l’apparizione e la sparizione.
Sulla pelle della pittura incisioni e slavature animano un microcosmo in silenziosa mutazione, che racconta una scena familiare, sempre la stessa, con poche variazioni.
Una stanza, una poltrona e il lampadario: il salotto.
Lo spazio del dialogo o della meditazione, lo spazio della musica e delle letture private, quel luogo che nell’Ottocento diventa il centro del mondo separato dal mondo, microcosmo intimo e fertile, torna in superficie grazie ad una memoria che ne ha selezionato solo gli elementi primari, dissolvendo tutto quel che resta.
Minimizzata all’essenziale e soprattutto svuotata della presenza umana, la stanza si carica di tensione emotiva e i corpi inerti degli oggetti sembrano trarne energia vitale, entità sospese in uno spazio denso.
Le incisioni sulla materia pittorica ridondante tracciano percorsi che quasi riusciamo a leggere, si tratta di una proto-scrittura, il gesto infantile recuperato per descrivere una lingua in divenire.
Sono opere che invitano l’osservatore a sincronizzare il respiro sul passo dilatato del tempo in stallo, a tendere l’orecchio verso quella conversazione sospesa di un’umanità rimasta impigliata ai pochi oggetti stereotipati del salotto.


F e d e r i c a M e n i n
Giovanissima artista feltrina, nata nell’87, oggi iscritta alla Facoltà di Design e Arti di Venezia, Federica Menin si rivolge all’arte con l’istinto onnivoro di chi è in cerca della propria identità.
In un’attività quasi frenetica di sperimentazione di tecniche e soggetti differenti, si pone come primo risultato sorprendente la serie di fotografie intitolata “S-vista”.
Una serie che risulta da un gesto unico teso a catturare, fin nel minuto dettaglio, la vita interiore di un luogo abbandonato, svuotato. Una sensazione da conservare in una forma minimalista, con un mezzo quasi retrò. All’affidabilità della tecnologia digitale, l’artista preferisce infatti la familiarità di una semplice macchina fotografica analogica.
Fotografie 10 x 15, come piccole memorie tascabili, memorie di un viaggio in luoghi quotidiani. La carta fotografica stampata diventa, così, il limite della memoria al di sopra della quale riemerge un mondo delicato, la cui intimità è appena corrosa dal trascorrere del tempo. un mondo sospeso sul filo della luce che filtra dalle finestre, come in un dipinto fiammingo, teatro di un minuto mondo biologico in lenta mutazione.
Il mondo luminoso, presente e vivo rimane fuori da questi spazi svuotati. Il microcosmo è chiuso, interiore è lontano, spostato nel tempo in un passato indefinito. Porta ancora le tracce dell’umanità che l’ha vissuto, ma i lacerti di sguardi subito scompaiono oscurati da una banda nera.
È il mezzo che nega se stesso. Un segno che non si genera dal gesto, dall’azione dell’uomo, ma deriva dall’errore controllato della macchina. La macchina fotografica che nasce per catturare l’immagine viene calibrata in modo tale che parte di quella stessa immagine venga obliterata, negata all’occhio, ma offerta ad un processo di correzione mentale.
Il percorso presenta quindi degli interrogativi, la mappa è incerta, l’opera si ritrae lasciando spazio al vuoto.


I g o r I m h o f f
Il più maturo dei tre artisti è Igor Imhoff, pugliese d’origine diplomato nel 2001 all’Accademia di Belle Arti di Foggia. Un artista con alle spalle già numerose mostre in Italia e all’estero e alcuni importanti riconoscimenti (premio di pittura “Bruno Mazzi” 2000, premio di pittura “Felice Casorati” 2004, vincitore sezione cortometraggi internazionali “Mestre Film Fest” 2005).
Con Igor la memoria sprofonda nei recessi dell’inconscio. Coglie a piene mani dagli archetipi e come un demiurgo crea microcosmi carichi di simboli ambigui e mutevoli.
“Percorso#0007-0308” . Una tecnica raffinatissima, padroneggiata senza ostentazione, una felice fusione di esperienza pittorica e animazione digitale. Ogni opera nasce da un gesto manuale: circa 300 disegni vergati a mano su carta, introiettati dall’hardware e digeriti dal software, riemergono sullo schermo mutati in un flusso vitale.
Le immagini in movimento, frammenti di memorie collettive, mantengono la forza del graffito rupestre, sfuggendo ad ogni tentazione di mimesis. Ogni percorso è una proiezione in un mondo dominato da forze oscure che suscitano ineluttabili ma lievissimi eventi concatenati, perfettamente in sincrono con una musica cristallina, come una sinfonia di grotte sotterranee che stillano gocce d’acqua o liquidi extraterrestri. In questo microcosmo che si snoda orizzontale e paratattico, in cui gli elementi si concatenano in modo lineare e quasi naturalmente consequenziale, tutto si tiene unito secondo le leggi delle costellazioni. Attrazione e repulsione, sprofondamento e riemersione, come il respiro di un’umanità e di una natura riportate al loro archetipo.
Scorrendo di fronte all’osservatore, il video riesce a suscitare lo stupore di una moderna lanterna magica, che giunta alla fine del racconto stilizzato, ritorna al suo principio. Il tempo si chiude quindi attorno al microcosmo, che altrove continua la sua vita, sempre ambiguamente uguale a se stessa.

17 novembre 2008

18 Novembre, S.Fabbro

Domani 18 Novembre si festeggia "SE NON PIOVE" il secondo sopralluogo del fabbro (4 mesi di attesa, totale 1 anno dalla richiesta lavori). Da domani fino al 29 Novembre (data del vernissage di MEMORIE E MICROCOSMI - vedi sotto), siamo aperti solo su appuntamento. Grazie

From 18 to 29 November the gallery is open by appointment due to renovation works. Please call (+39) 340 8798327