28 settembre 2008

Stargate

marcello morandini e teresa barisi morandini
Marcello Morandini e la moglie Teresa Barisi Morandini nel loro Stargate... in una giornata speciale. Grazie

20 settembre 2008

Stop That Train!




Vita da pendolare. L'arte di sopravvivere allo stress dei minuti contati, alla fatica di voler sognare a tutti i costi.
“Stop That Train”, Stazione Ferrovie Nord di Gavirate (Varese) è dedicata a studenti, lavoratori, gente comune che del treno non potrebbe fare a meno. Dal 20 al 28 settembre 2008 Basfi, nostro giovane artista, è in mostra alla stazione nord di Gavirate (Varese) con un video e con opere pittoriche su carta. Inaugurazione il 20 settembre ore 18. Entrata libera. Orari: venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19; altri giorni su prenotazione.


Su un vagone ferroviario delle Ferrovie Nord a Gavirate (VA) avrà luogo la nuova mostra personale di Basfi, che ha iniziato il suo percorso artistico proprio con questo tipo di lavori polimaterici su carta; Basfi ora esprime la sua vena artistica astrattista mediante supporti in legno o materiali di recupero. In occasione di questo evento curato da Giudecca795, l’artista ripropone un ritorno al figurativo ma con nuove creazioni; l’intento è quello di fissare e condividere le immagini viste da chi usa il treno, un omaggio al treno ed ai suoi fruitori: pendolari, studenti, "gente comune". Oltre alle “carte” Basfi proporrà anche un video.

17 settembre 2008

40 anni dopo

Il 1968 non è stato solo "il '68". E'stato l'anno in cui un giovanissimo architetto e designer, all'indomani della sua prima mostra personale, presentava i suoi lavori niente meno che alla Biennale Architettura di Venezia.
40 anni dopo, proprio in quel giorno, Marcello Morandini era con noi: a Venezia, con due mostre appena inaugurate, e un'allegra famiglia esuberante (e ovviamente un po' delusa per la pioggia battente). Abbiamo trascorso con lui l'anniversario del suo quarantennale, anche accompagnandolo in silenzio attraverso i ricordi: all'inaugurazione della Biennale 2008, Morandini non ha solo osservato il lavoro dei colleghi, ma anche ripercorso e rivissuto momenti che restano soltanto suoi, materializzando con il pensiero - possiamo solo immaginarlo - quel che c'era a fianco di quel che c'è. L'arte - e con essa l'architettura - è un continuo crescere nel confronto di tempi e luoghi. E Morandini è un maestro anche perché non smette di guardare e di imparare, pur avendo davvero molto da insegnare; e appunto, la capacità e la curiosità di guardare è a nostro avviso il primo insegnamento... anche se certe cose avremmo preferito non vederle. E' un onore e un piacere averlo con noi.

12 settembre 2008

da non credere

ok ok, abbiamo trascurato il blog... ma speriamo che il risultato della mostra inaugurata oggi valga a scusarci. "Bianco, nero e azzurro cielo" è senza dubbio una mostra inconsueta, sul cui effetto finale avevamo avuto qualche perplessità. Non per sfiducia verso i due artisti ma per la estrema almeno apparente estraneità delle loro creazioni. Marcello Morandini il designer celebrato ieri da Ca' Pesaro, Teresa Barisi Morandini la pittrice iperrealista che ricrea dettagli di natura e volti. Cosa c'è di più distante? Eppure...
Forse mai come in questo caso le parole servono poco. Bisogna vedere queste opere. E vederle accostate. come in una seconda nascita, una seconda vita.

06 settembre 2008

Stop That Train


Trovi altri video come questi su Progetto Cicero



Questo video sarà presente alla mostra personale di Basfi a Gavirate (VA).Basfi presenterà su un vagone ferroviario delle ferrovie nord le sue opere figurative polimateriche su carta. Date: dal 20 al 27 settembre. Vernissage il 20 ore 18.30

06 agosto 2008

orari del mese di agosto

Orami dimenticata la pausa ferragostana, gli orari sono tornati i soliti, con forte propensione a tirar tardi la sera, ben oltre le 20, almeno fino al termine della MOstra del Cinema. Alla sera la Giudecca è fantastica per una passeggiata magari con cenetta... ed anche per venirci a trovare.

Giudecca 795 Art Gallery is more and more night owls-friendly. DUring the Venice Film Festival the opening is often delayed from 8 PM to... quote late, as the evening in Giudecca is such a nice time for a walk and for visiting the gallery :-) .

20 luglio 2008

day & night




trasformazione di un'isola. la giornata di ieri, sabato del Redentore, è stata davvero lunga: abbiamo chiuso la porta della galleria alle 2.30 (di oggi, dalle 10 del mattino di ieri) per sfinimento, conseguente a: addobbi e preparativi, doppio barbecue sulla riva di fronte alla galleria (Gloria e Francesco, siete stati davvero grandiosi!), mezz'ora di fuochi d'artificio, una piacevole confusione con tanti visitatori e almeno 6 ore di musica dal vivo che ci ha un po' intronati tutti ma abbiamo veramente gradito. lo spettacolo come al solito è stata la gente, e l'impegno di tutti per una serata indimenticabile (Oscar per il migliore addobbo senza dubbio all'osteria Ae Botti, complimenti!). è seguita una domenica pigra, con la regata in canale (e gli irriducibili tifosi a seguirla con grande tifo partecipazione), le sedie a sdraio sull'erba vicino alla riva, le vele di Berico svolazzanti. praticamente una goduria. :-)

11 luglio 2008

bene

la prima cosa che mi fa veramente piacere a proposito della mostra in corso "Colori in Viaggio" (titolo-contenitore per la mostra estiva che ha anche come finalità quela di abbinare grandi maestri a talenti emergenti) è il grado di notorietà - anche presso il pubblico straniero - dei pittori esposti. E' vero che Nespolo sta spopolando soprattutto con le recenti mostre negli USA (basta guardare le quotazioni d'asta), ma non sapevamo cosa aspettarci per Crippa, Dova o Tadini ed altri: il risultato è decisamente buono, in particolare per Crippa che il più delle volte viene riconosciuto immediatamente dal nostro pubblico, costituito sempre meno di "turisti per caso" e sempre di più da affezionati visitatori. Il lavoro di aggiornamento del sito web è lungo e si fa nelle pause, ma pian piano abbiamo inserito alcune informazioni. Vi aspettiamo in galleria, ciao

10 luglio 2008

ma dai!!!



Con piacere in questi pochi giorni e cioè da quando abbiamo inaugurato “travelling colors”, notiamo che il nostro pubblico ammirando in galleria opere storiche o comunque di notevole valore artistico (non solo) come quelle di Roberto Crippa,Gianni Dova, Ugo Nespolo e tanti altri, all’improvviso notino ed apprezzino i nostri artisti che potremmo definire quasi storici per 795.
Alludiamo al grande Luciano Pasquini che ha una zona tutta sua, quasi un pezzetto di Toscana dipinta, al coloratissimo Berico con le sue vele spiegate, poi alla nostra simpatica veneto-sud coreana Park entrata nei cuori e negli occhi di tutti con le sue enormi ninfee eleganti e dai colori caldi. Desideriamo anche citare Basfi che si è abbarbicato su un pannello tutto suo e la fa da padrone, a Susan nei cui specchi tutti si rimirano stupiti.
Poi un giovanissimo che a 25 anni dipinge le sue emozioni e situazioni più intime. Una eresia sentire in galleria il paragone con Caravaggio…easy going !! Andiamoci piano oppure aumenteranno improvvisamente le sue quotazioni, ci farebbe piacere ma da giovanissimi troppo successo fa male.
L’evergreen Vaccaro che da casa tuona complimenti ai galleristi che lo ringraziano sperando in un futuro astratto come forma d’arte e non come indefinibile atteggiamento, tanti chiedono di lui e della sua vita da pittore per passione irrefrenabile. Il suo libro dovrebbe essere letto da tanti giovani talenti ma spesso ammirano solo i suoi disegni dell’infanzia. Poi i cavalli scalpitanti di Lorena, che attendiamo di persona al 795, le fotografie di Sambo, quelle di Rizzo, di Francesco Lillo.
Insomma sembra quasi una fiaba bella e colorata come quella appesa ad una parete: una fiaba di Emilio Tadini. Per la cronaca dobbiamo segnalare anche Treccani, Guaitamacchi, Matta, Possenti, Migneco, Guttuso ( omaggio ad Antonello da Messina), Marco Teatro, Angelo De Boni, Campanelli Vito ( opus).
Spesso le persone entrano da noi chiedendo se siamo un museo…..no! Noi siamo solo una piccola galleria con un sogno dentro. Si vendono quadri e sculture solo per continuare il sogno che non riveliamo su un blog,ma che vi diremo di persona quando verrete a trovarci…we’re waitig for you!
Wi aspettiamo…pardon Vi aspettiamo!

( in foto: Giorbeg Giro: twins )

04 luglio 2008

adesso i colori


Poco tempo per bloggare...
E' in arrivo Colori in viaggio, contemporary art
dal 5 Luglio 2008. Orario: da Martedì a Venerdì 15.30-20; Sabato e Domenica 11-20.30
Chiuso il Lunedì. Ingresso libero. Vernissage: Sabato 5 Luglio dalle ore 18.30

Viaggi reali e immaginari, alla scoperta dell'altro e del sè, raccontati attraverso le sensibilità e le tecniche di maestri contemporanei e talenti emergenti. Opere di Roberto Crippa, Ugo Nespolo, Renato Guttuso, Enrico Treccani, Gianni Dova, Emilio Tadini, Migneco, Matta, Antonio Possenti, Franz Borghese, Trento Longaretti, Guaitamacchi, Lalla Malvezzi, Luciano Pasquini, Berico, Susan Nickerson, Gerold Meister, Andrea Vaccaro, Vito Campanelli, Mauro Sambo, Angelo De Boni, Basfi, Marcelle Ottier, Naomi Park, Aleksander Veliscek.

ciao ciao

16 giugno 2008

silenziosi bianchi

Le parole non sono sempre il miglior mezzo di comunicazione. Angelo De Boni suggerisce lo spessore della luce attraverso il bianco e il silenzio come forma rarefatta di dialogo. Come scrive Claudio Olivieri "la pittura sa fare tesoro del meno, del mancante. E' sorella dei miti che dai sogni seppero creare il mondo". Con l'ombra, la pittura restituisce il corpo. Sensazioni, vissuti e incontri si materializzano in ombre che sono la memoria dell'oggetto e la sua trasfigurazione. Sulla tela rimane ancora un piccolo quadrato di materia che rappresenta l'uomo in dialogo con queste ombre. La composizione minimale e geometric azzarda delle traiettorie, delle linee guida per accorciare le distanze. Il monocromo è un tentativo estremo di controllo razionale di tutte le componenti fondamentali dell'operare artistico: la forma, il segno, il colore. Contrariamente a quanto si pensa esso è comunemente un punto di partenza, non di arrivo. De Boni ha varcato la soglia del monocromo per instaurare una comunicazione metalinguistica con lo spettatore. Speriamo, nell'assordante multiformità di rumori che ci circondano, di saper percepire questo suono (da un testo di Valeria Vaccari)

Finissage con l'artista: domenica 29 giugno 2008 dalle ore 11.30

un cavaliere alla giudecca



Un cavaliere di fine ottocento od inizio del novecento è stato avvistato alla giudecca, si è fermato alla galleria 795 ed ha deciso di fermarsi, porta con se i documenti che lo presentano. Sotto sotto per noi è una gioia,anzi un portagioie,venite a trovarlo.

entrando in una galleria



Si entra in una galleria d'arte e girandosi si vede un vestito......grazie Sonia, sei una persona meravigliosa

13 giugno 2008

Siete avvisati

Domani apertura al pubblico della mostra "Bianco / White" di Angelo De Boni.
Il primo che mi arriverà in galleria tagliando l'aria a dirmi "Nix?" sarà appeso da me personalmente alle travi. Nix, latino di "non c'è niente da mangiare? sono venuto perché c'era scritto sul Gazzettino che qui c'è un vernissage".
Preciso che l'apertura al pubblico è cosa diversa dal vernissage, e che nel caso specifico su richiesta dell'Artista avremo invece il finissage il 29 giugno a partire dalle 11.30.
Inoltre, nella nostra ingenuità riteniamo che in ogni modo si partecipi ad un vernissage (solitamente su invito) per vedere la mostra, incontrare l'artista, parlare, incontrarsi, (acquistare?), come in effetti è per la maggioranza dei nostri visitatori ed amici; il buffet di cortesia è piacevole ma ci auguriamo secondario. Devono pensarla come noi anche alla fondazione Peggy Guggenheim, perchéin caso contrario apparecchierebbero ogni volta la tavola per più di 500 persone con primo, secondo e dessert; da loro capita che chi si concede la tranquillità di guardarsi intorno non trovi da mangiare neanche la foglia di una pianta in giardino, perché i bene organizzati han già brucato tutti gli stuzzichini: ma non per questo ci si lamenta, credo.

Su De Boni troverete alcune info sul nostro sito. E' una mostra particolare per la quale ci avvarremo della collaborazione della splendida Sonia Biacchi, che in questo preciso momento sta lavorando per noi. Grazie

25 maggio 2008

grazie bambini



stamattina, di ritorno dopo qualche giorno di assenza, ho trovato un bellissimo disegno fatto coi gessetti colorati davanti alla porta. grazie! non una, ma 2 caramelle a testa. chissà se un giorno esporrete da noi?

15 maggio 2008

finisss

Sono oggetti preziosi nei loro colori e trasparenze, difficili da fotografare anche per la presenza degli specchi: in attesa delle foto artistiche dei mosaici di Susan Nickerson, vogliate gradire un "assaggio" con coloratissimo contributo dell'area "chef" (d'eccezione!)



In arrivo una nuova mostra dal 14 giugno: Giudecca795 presenterà l'artista Angelo De Boni e la sua ricerca sul Minimalismo Sottrattivo. Titolo "Bianco - White", come avevamo già annunciato mesi fa ad alcuni... ai quali il tema dev'essere veramente piaciuto. Pre-avvisiamo i "professionisti del prosecco" (perché non restino a bocca asciutta): non avremo un vernissage, ma un finissage il 29 giugno.

07 maggio 2008

mosaici e riflessi

nickerson a giudecca795 art gallery

Dal 10 Maggio al 1 Giugno 2008, l'artista Susan Adams Nickerson presenta a Giudecca 795 una mostra di raffinati mosaici, giocati su tre temi interconnessi, realizzati unendo oggetti ritrovati, mosaici, inchiostro e con l'uso del mortaio. Venezia viene evocata nel tema Relitti e Reliquari: piccoli oggetti prezioni catturati nel vetro. Piume d'uccello e baffi di gatto diventano oggetti votivi. I suoi mosaici sono spesso costruiti attorno a frammenti di vecchi specchi ‘con un proprio passato’. La Letteratura viene evocata con parole in forma di mosaico: lettere come tessere, parole come dipinti, e dipinti come parole. I ritmi della parola parlata vengono ridefiniti: questi mosaici si ascoltano, assorbendo la convinzione dell'Artista che scrivere sia un'arte in se stessa. Infine, l'Artista mette in gioco la natura del suo stesso mezzo, il mosaico: uno scambio tra colore e consistenza, luce e oscuramento, morbidezza e permanenza.
Susan Adams Nickerson è nata a Long Island, New York, nel 1948. Da giovane ha frequentato dei corsi di disegno presso The Arts Students League in New York. Si è diplomata alla Boston Museum School of Fines Arts, in Boston, Massachusetts e poi si è trasferita a Venezia nel 1972 per seguire un corso di mosaici con il Prof. Antonio Orsoni . In seguito ha studiato pittura con il Prof. Mario de Luigi. Nel 1975 ha vinto la Borsa di Studio per le Arti Applicate alla Mostra Collettiva dell’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia e nella sede ha avuto la sua prima mostra personale.
Ha preso parte a varie mostre in Italia e all’estero.
Il suo lavoro artistico si sviluppa con diverse tecniche: utilizza il mosaico, il collage con stoffe ed etichette, e il collage con disegno su carta.


Susan Adams Nickerson’s exhibition of exquisite, poignant mosaics opens on May 10th at the 795 Gallery on the Giudecca until June 1st, 2008.
The artist plays on three themes interwoven by the media of found objects, mosaics, ink and mortar. Venice is evoked in the theme of relics and reliquaries: small precious objects caught in glass. Birds’ feathers, cats’ whiskers become votive objects. Her mosaics are often built around fragments of old distressed mirrors ‘with a past’ of their own. Literature is evoked by words in mosaic form: letters as tesserae, words as painting, and painting as words. The rhythms of the spoken word are redefined: one listens to these mosaics, absorbing the artist’s conviction that writing is in itself art. Finally, the artist brings into play the nature of her own medium, the mosaic itself: an interplay of colour and texture, light and concealment, and softness and permanence.
Susan Adams Nickerson was born on Long Island, New York, in 1948. As a young girl she attended drawing classes at The Arts Students League in New York. She graduated from the Boston Museum School of Fine Arts, in Boston, Massachusetts and then came to Venice in 1972 to take a course in mosaics with Prof. Antonio Orsoni. Later she studied painting with Prof. Mario de Luigi. In 1975 she won a scholarship for Applied Arts at the Collective Exhibition at the Opera Bevilacqua La Masa in Venice and had her first one woman show there.
She has shown her work in exhibitions in Italy and abroad.
She works in various media: mosaics, cloth collage often using clothing labels, and paper collage with various “found” objects (candy wrappers, stamps, etc.) and drawing.

04 maggio 2008

To Susan



Dal 10 maggio Susan, una artista americana da anni residente alla Giudecca, esporrà i suoi magnifici mosaici frutto di un lavoro davvero di ricerca e di estrema accuratezza. Dire che sono magnifici è davvero riduttivo,noi ed io in particolare (G) li definiremmo entusiasmanti.
Come una sorta di portafortuna le dedichiamo una bellissima fotografia scattata da un giovane fotografo che crediamo farà molta strada, la fotografia è un pensiero alla campagna e alla tranquillità che vi si respira, sappiamo che Susan e suo marito la adorano , per questo motivo la dedichiamo a loro. In bocca al lupo!

24 aprile 2008

ACCADE e accadrà

Siamo lieti di comunicarvi che Giudecca 795 Art Gallery partecipa al progetto "ACCADE 2008 - Mutazione contemporanea", la cui mostra collettiva di apertura e preview "Traiettorie liquide" è in corso presso la Fondazione Bevilacqua La Masa.

"ACCADE 2008 - Mutazione contemporanea", progetto organizzato da Attivarte (associazione culturale no profit per la promozione e la valorizzazione della giovane arte contemporanea) si avvale del patrocinio della Regione Veneto, della Fondazione Bevilacqua La Masa e della partecipazione della Galleria Contemporaneo - Centro Culturale Candiani di Mestre e l'Accademia di Belle Arti di Venezia.

ACCADE 2008 ha l'ambizione di rendere la giovane arte protagonista indiscussa di una serie di eventi espositivi e culturali che si svolgeranno a partire da aprile 2008 nel territorio di Venezia e Mestre. Traiettorie liquide presenta alcuni degli artisti selezionati.
Seguiranno, tra ottobre e dicembre, una serie di eventi espositivi distinti - uno dei quali ospitato presso il nostro spazio - collegati tra loro dal tema di ricerca. Ogni mostra, ideata da uno o piu' curatori dell'associazione Attivarte, tenterà di cogliere nelle opere selezionate i segnali e le tracce di quella mutazione contemporanea che l'intero progetto si propone di indagare.

"Traiettorie liquide" e' il primo evento di ACCADE 2008. Una mostra collettiva ospitata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, nella Galleria di Piazza San Marco dal 24 al 27 aprile, preview delle opere di alcuni degli artisti selezionati attraverso il bando di ACCADE 2008, che era stato indetto dall'associazione con scadenza il 1 aprile scorso, rivolto agli artisti del Triveneto tra i 18 e i 35 anni.

È stato chiesto di operare attorno al tema della Mutazione contemporanea, ispirandosi alle riflessioni sulla modernità sviluppate da Walter Benjamin. Si tratta di un fenomeno complesso che caratterizza l'attuale realtà sociale, politica e culturale percorsa da un'incessante e spettacolare trasformazione. Un processo che influenza non solo le pratiche artistiche, ma stravolge anche il modo di osservare e concepire il reale e quindi noi stessi.

Viviamo in un mondo in cui la fluidità, l'instabilità, la mancanza di punti di riferimento possono assumere, come afferma Gianni Vattimo ne La società trasparente, -i tratti dell'oscillazione, dello spaesamento, del gioco-. Non a caso queste condizioni di precarietà, inquietudine ed euforia sono alla base del fare artistico e rappresentano delle indispensabili ed inesauribili fonti creative.

21 aprile 2008

ma mi fai lavorare anche di lunedì??



Premesso che:
1) il lunedì è il mio giorno di riposo, 2) il testo critico è stato diffuso stampato in nero su carta rossa (grazie della provvidenziale email), 3) Vito Campanelli ha dichiarato: "Io non avrei scritto niente" pur essendo un tipo molto autocritico... quindi senz'altro il più feroce critico di se stesso... e se tace sarà anche perché è giustamente soddisfatto del proprio lavoro

io sottoscritta dichiaro che:
a) qui di seguito pubblico il testo critico di Nino Esposto ma tenete presente il punto 3 (quando verrete a visitare la mostra, lasciate vagare la mente, l'occhio e il cuore) e soprattutto il punto 1;

b) forse nessun critico come Antonio Esposto (nella foto) ha così artisticamente interagito con le opere sulle quali elucubra, anche se un po'... ombrosamente, vedi il risultato nella foto; c) Nino, guarda che mi tocca tagliare; d) grazie di tutto; e) dove hai comprato quel Cabernet?


(dalla presentazione di Antonino Esposto, per la mostra d’arte contemporanea “Sous Le Rouge” di Vito Campanelli)

Queste oepre rappresentano la fase più recente di un percorso estremamente coerente pur nella continua ricerca, iniziato nel 2000, dispiegatosi nel recente ciclo pittorico denominato "OPUS II", dove l'intersecarsi tra astrazione ed informale si esplica pienamente attraverso forme di evanescente minimalismo, di stratificazione oggettiva di colore, di segni che riecheggiano la suggestione estetica dei caratteri kanji, a ribadire che l'opera d'arte è un oggetto astratto, che non può che realizzarsi attraverso un mezzo concreto.

In questa esposizione, il percorso di "OPUS II" prosegue con l'artista che interpreta l’oggi attraverso l'uso del colore che più degli altri simboleggia il desiderio, la forza vitale, il cambiamento, il presente: il rosso. Abbina, unisce, dialoga con il nero, colore di negazione, del limite assoluto come pure dell'abbandono; accompagna, sottolinea, puntualizza con l’arancio, il purpureo, talvolta il bianco, i contrasti e le sfaccettature traslate dall’Io nelle sue opere in un connubio cromatico che rappresenta una sfida tra pulsioni differenti, su cui il rosso, non a caso, prevale.

Ed allora noi, nel riempirci gli occhi, nel metaforico grattare sulla superficie della tela per arrivare all'oltre sous le rouge, nel voler attribuire un significato non necessario, ecco che intravediamo una risposta, forse la risposta: ordine!

La replica all'inquietudine, la panacea per il dubbio: ordine.

Vito Campanelli, quindi, nel dialogare con se stesso, nel riflettere su questa società liquida descritta da Zygmunt Bauman, in cui relazioni, tessuto civile e sociale, pensiero, certezze, tendono a venir meno, dove "Non sono rimasti molti terreni solidi su cui gli individui possano edificare le loro speranze di salvezza; non possiamo più sperare seriamente di rendere il mondo un posto migliore in cui vivere; non possiamo neppure rendere veramente sicuro quel posto migliore nel mondo che, forse, siamo riusciti a ritagliare. L'insicurezza c'è e resterà qualunque cosa accada", e ancor di più trascinato dall'esigenza di artista di trascendere il quotidiano, mette ordine nel regno dell'imprevedibile, informe, irregolare: in una parola, nel Caos. Ma attenzione: non più il Caos primordiale e distruttore ricordato nella mitologia, necessario comunque a cicliche fasi di rinascita, bensì all'ordine nascosto che dà origine a fenomeni estremamente complessi a partire da regole molto semplici, come cita la teoria su cui scienziati di diverse discipline tendono ad essere concordi. Nell'affermazione di George Santayana "Chaos is a name for any order that produces confusion in our minds" (Caos è un nome per qualunque ordine che produce confusione nella nostra mente"), si conferma che il Caos non può più essere visto come casualità e totale mancanza di regole, ma come un ordine così complesso da sfuggire alla percezione ed alla comprensione umana. Perciò Vito, l'artista, nel fungere da agente privilegiato della percezione, da catalizzatore del Caos, usa il composto alchemico tra mente, colore, energia del fare, e la musica che lo accompagna e guida nella trasmutazione della azione pittorica; è teso a perfezionare un proprio linguaggio che è ermetico solo all’apparenza, in realtà molto più comprensibile ed aperto di quanto egli stesso creda: l'astrazione è un linguaggio universale. Sul potente ordito del colore, Campanelli tesse trame ricche di pennellate forti, fitte di intrecci, di polarizzanti contrasti, dove sovente forme a-geometriche si fronteggiano, affiancano, toccano quasi in attesa di riunirsi in uno (e come non andare all’Uno cosmico?); tratti come affondi di spada duellano su campi cromatici allontanandosi, comunque, dalle influenze di Mark Rothko con il quale sicuramente condivide il desiderio di uno spazio spirituale.

Pur senza attribuire etichette, possiamo avvicinare l’opera di Campanelli al movimento artistico denominato espressionismo astratto? Forse, e confesso che il termine mi piace.

Ora voglio citare un breve passo del commento al catalogo delle opere di Vito dal 2004 al 2008 appena pubblicato, scritto dal giornalista e art director di Lem Art Group di Milano, Maurizio Principato, un'illuminata traduzione in chiave musicale della sua pittura: ”Tutte le opere di questa appassionante monografia sono performance visive che possiedono la progressione di un concerto poprock, con tanto di incipit ad effetto, brani istantanei e suite articolate, scosse telluriche, inevitabili fasi interlocutorie, gran finale. Encore”.

Sull’onda musicale, l’artista vorrà concedermi un pensiero rivolto al mitico chitarrista Jimi Hendrix, che nel 1967 scrisse un brano musicale in tono con questa bellissima esposizione non solo nel richiamo del titolo, Purple Haze - foschia porpora - ricordandone i primi versi:

Purple haze all in my brain
Lately things just don’t seem the same
Actin’ funny, but I don’t know why
‘Scuse me while I kiss the sky


che significa:
Una foschia porpora nel mio cervello
Ultimamente le cose non sono più le stesse
Si comportano in modo buffo, ma non so perché
Scusami mentre bacio il cielo.