16 giugno 2008

silenziosi bianchi

Le parole non sono sempre il miglior mezzo di comunicazione. Angelo De Boni suggerisce lo spessore della luce attraverso il bianco e il silenzio come forma rarefatta di dialogo. Come scrive Claudio Olivieri "la pittura sa fare tesoro del meno, del mancante. E' sorella dei miti che dai sogni seppero creare il mondo". Con l'ombra, la pittura restituisce il corpo. Sensazioni, vissuti e incontri si materializzano in ombre che sono la memoria dell'oggetto e la sua trasfigurazione. Sulla tela rimane ancora un piccolo quadrato di materia che rappresenta l'uomo in dialogo con queste ombre. La composizione minimale e geometric azzarda delle traiettorie, delle linee guida per accorciare le distanze. Il monocromo è un tentativo estremo di controllo razionale di tutte le componenti fondamentali dell'operare artistico: la forma, il segno, il colore. Contrariamente a quanto si pensa esso è comunemente un punto di partenza, non di arrivo. De Boni ha varcato la soglia del monocromo per instaurare una comunicazione metalinguistica con lo spettatore. Speriamo, nell'assordante multiformità di rumori che ci circondano, di saper percepire questo suono (da un testo di Valeria Vaccari)

Finissage con l'artista: domenica 29 giugno 2008 dalle ore 11.30

un cavaliere alla giudecca



Un cavaliere di fine ottocento od inizio del novecento è stato avvistato alla giudecca, si è fermato alla galleria 795 ed ha deciso di fermarsi, porta con se i documenti che lo presentano. Sotto sotto per noi è una gioia,anzi un portagioie,venite a trovarlo.

entrando in una galleria



Si entra in una galleria d'arte e girandosi si vede un vestito......grazie Sonia, sei una persona meravigliosa

13 giugno 2008

Siete avvisati

Domani apertura al pubblico della mostra "Bianco / White" di Angelo De Boni.
Il primo che mi arriverà in galleria tagliando l'aria a dirmi "Nix?" sarà appeso da me personalmente alle travi. Nix, latino di "non c'è niente da mangiare? sono venuto perché c'era scritto sul Gazzettino che qui c'è un vernissage".
Preciso che l'apertura al pubblico è cosa diversa dal vernissage, e che nel caso specifico su richiesta dell'Artista avremo invece il finissage il 29 giugno a partire dalle 11.30.
Inoltre, nella nostra ingenuità riteniamo che in ogni modo si partecipi ad un vernissage (solitamente su invito) per vedere la mostra, incontrare l'artista, parlare, incontrarsi, (acquistare?), come in effetti è per la maggioranza dei nostri visitatori ed amici; il buffet di cortesia è piacevole ma ci auguriamo secondario. Devono pensarla come noi anche alla fondazione Peggy Guggenheim, perchéin caso contrario apparecchierebbero ogni volta la tavola per più di 500 persone con primo, secondo e dessert; da loro capita che chi si concede la tranquillità di guardarsi intorno non trovi da mangiare neanche la foglia di una pianta in giardino, perché i bene organizzati han già brucato tutti gli stuzzichini: ma non per questo ci si lamenta, credo.

Su De Boni troverete alcune info sul nostro sito. E' una mostra particolare per la quale ci avvarremo della collaborazione della splendida Sonia Biacchi, che in questo preciso momento sta lavorando per noi. Grazie

25 maggio 2008

grazie bambini



stamattina, di ritorno dopo qualche giorno di assenza, ho trovato un bellissimo disegno fatto coi gessetti colorati davanti alla porta. grazie! non una, ma 2 caramelle a testa. chissà se un giorno esporrete da noi?

15 maggio 2008

finisss

Sono oggetti preziosi nei loro colori e trasparenze, difficili da fotografare anche per la presenza degli specchi: in attesa delle foto artistiche dei mosaici di Susan Nickerson, vogliate gradire un "assaggio" con coloratissimo contributo dell'area "chef" (d'eccezione!)



In arrivo una nuova mostra dal 14 giugno: Giudecca795 presenterà l'artista Angelo De Boni e la sua ricerca sul Minimalismo Sottrattivo. Titolo "Bianco - White", come avevamo già annunciato mesi fa ad alcuni... ai quali il tema dev'essere veramente piaciuto. Pre-avvisiamo i "professionisti del prosecco" (perché non restino a bocca asciutta): non avremo un vernissage, ma un finissage il 29 giugno.

07 maggio 2008

mosaici e riflessi

nickerson a giudecca795 art gallery

Dal 10 Maggio al 1 Giugno 2008, l'artista Susan Adams Nickerson presenta a Giudecca 795 una mostra di raffinati mosaici, giocati su tre temi interconnessi, realizzati unendo oggetti ritrovati, mosaici, inchiostro e con l'uso del mortaio. Venezia viene evocata nel tema Relitti e Reliquari: piccoli oggetti prezioni catturati nel vetro. Piume d'uccello e baffi di gatto diventano oggetti votivi. I suoi mosaici sono spesso costruiti attorno a frammenti di vecchi specchi ‘con un proprio passato’. La Letteratura viene evocata con parole in forma di mosaico: lettere come tessere, parole come dipinti, e dipinti come parole. I ritmi della parola parlata vengono ridefiniti: questi mosaici si ascoltano, assorbendo la convinzione dell'Artista che scrivere sia un'arte in se stessa. Infine, l'Artista mette in gioco la natura del suo stesso mezzo, il mosaico: uno scambio tra colore e consistenza, luce e oscuramento, morbidezza e permanenza.
Susan Adams Nickerson è nata a Long Island, New York, nel 1948. Da giovane ha frequentato dei corsi di disegno presso The Arts Students League in New York. Si è diplomata alla Boston Museum School of Fines Arts, in Boston, Massachusetts e poi si è trasferita a Venezia nel 1972 per seguire un corso di mosaici con il Prof. Antonio Orsoni . In seguito ha studiato pittura con il Prof. Mario de Luigi. Nel 1975 ha vinto la Borsa di Studio per le Arti Applicate alla Mostra Collettiva dell’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia e nella sede ha avuto la sua prima mostra personale.
Ha preso parte a varie mostre in Italia e all’estero.
Il suo lavoro artistico si sviluppa con diverse tecniche: utilizza il mosaico, il collage con stoffe ed etichette, e il collage con disegno su carta.


Susan Adams Nickerson’s exhibition of exquisite, poignant mosaics opens on May 10th at the 795 Gallery on the Giudecca until June 1st, 2008.
The artist plays on three themes interwoven by the media of found objects, mosaics, ink and mortar. Venice is evoked in the theme of relics and reliquaries: small precious objects caught in glass. Birds’ feathers, cats’ whiskers become votive objects. Her mosaics are often built around fragments of old distressed mirrors ‘with a past’ of their own. Literature is evoked by words in mosaic form: letters as tesserae, words as painting, and painting as words. The rhythms of the spoken word are redefined: one listens to these mosaics, absorbing the artist’s conviction that writing is in itself art. Finally, the artist brings into play the nature of her own medium, the mosaic itself: an interplay of colour and texture, light and concealment, and softness and permanence.
Susan Adams Nickerson was born on Long Island, New York, in 1948. As a young girl she attended drawing classes at The Arts Students League in New York. She graduated from the Boston Museum School of Fine Arts, in Boston, Massachusetts and then came to Venice in 1972 to take a course in mosaics with Prof. Antonio Orsoni. Later she studied painting with Prof. Mario de Luigi. In 1975 she won a scholarship for Applied Arts at the Collective Exhibition at the Opera Bevilacqua La Masa in Venice and had her first one woman show there.
She has shown her work in exhibitions in Italy and abroad.
She works in various media: mosaics, cloth collage often using clothing labels, and paper collage with various “found” objects (candy wrappers, stamps, etc.) and drawing.

04 maggio 2008

To Susan



Dal 10 maggio Susan, una artista americana da anni residente alla Giudecca, esporrà i suoi magnifici mosaici frutto di un lavoro davvero di ricerca e di estrema accuratezza. Dire che sono magnifici è davvero riduttivo,noi ed io in particolare (G) li definiremmo entusiasmanti.
Come una sorta di portafortuna le dedichiamo una bellissima fotografia scattata da un giovane fotografo che crediamo farà molta strada, la fotografia è un pensiero alla campagna e alla tranquillità che vi si respira, sappiamo che Susan e suo marito la adorano , per questo motivo la dedichiamo a loro. In bocca al lupo!

24 aprile 2008

ACCADE e accadrà

Siamo lieti di comunicarvi che Giudecca 795 Art Gallery partecipa al progetto "ACCADE 2008 - Mutazione contemporanea", la cui mostra collettiva di apertura e preview "Traiettorie liquide" è in corso presso la Fondazione Bevilacqua La Masa.

"ACCADE 2008 - Mutazione contemporanea", progetto organizzato da Attivarte (associazione culturale no profit per la promozione e la valorizzazione della giovane arte contemporanea) si avvale del patrocinio della Regione Veneto, della Fondazione Bevilacqua La Masa e della partecipazione della Galleria Contemporaneo - Centro Culturale Candiani di Mestre e l'Accademia di Belle Arti di Venezia.

ACCADE 2008 ha l'ambizione di rendere la giovane arte protagonista indiscussa di una serie di eventi espositivi e culturali che si svolgeranno a partire da aprile 2008 nel territorio di Venezia e Mestre. Traiettorie liquide presenta alcuni degli artisti selezionati.
Seguiranno, tra ottobre e dicembre, una serie di eventi espositivi distinti - uno dei quali ospitato presso il nostro spazio - collegati tra loro dal tema di ricerca. Ogni mostra, ideata da uno o piu' curatori dell'associazione Attivarte, tenterà di cogliere nelle opere selezionate i segnali e le tracce di quella mutazione contemporanea che l'intero progetto si propone di indagare.

"Traiettorie liquide" e' il primo evento di ACCADE 2008. Una mostra collettiva ospitata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, nella Galleria di Piazza San Marco dal 24 al 27 aprile, preview delle opere di alcuni degli artisti selezionati attraverso il bando di ACCADE 2008, che era stato indetto dall'associazione con scadenza il 1 aprile scorso, rivolto agli artisti del Triveneto tra i 18 e i 35 anni.

È stato chiesto di operare attorno al tema della Mutazione contemporanea, ispirandosi alle riflessioni sulla modernità sviluppate da Walter Benjamin. Si tratta di un fenomeno complesso che caratterizza l'attuale realtà sociale, politica e culturale percorsa da un'incessante e spettacolare trasformazione. Un processo che influenza non solo le pratiche artistiche, ma stravolge anche il modo di osservare e concepire il reale e quindi noi stessi.

Viviamo in un mondo in cui la fluidità, l'instabilità, la mancanza di punti di riferimento possono assumere, come afferma Gianni Vattimo ne La società trasparente, -i tratti dell'oscillazione, dello spaesamento, del gioco-. Non a caso queste condizioni di precarietà, inquietudine ed euforia sono alla base del fare artistico e rappresentano delle indispensabili ed inesauribili fonti creative.

21 aprile 2008

ma mi fai lavorare anche di lunedì??



Premesso che:
1) il lunedì è il mio giorno di riposo, 2) il testo critico è stato diffuso stampato in nero su carta rossa (grazie della provvidenziale email), 3) Vito Campanelli ha dichiarato: "Io non avrei scritto niente" pur essendo un tipo molto autocritico... quindi senz'altro il più feroce critico di se stesso... e se tace sarà anche perché è giustamente soddisfatto del proprio lavoro

io sottoscritta dichiaro che:
a) qui di seguito pubblico il testo critico di Nino Esposto ma tenete presente il punto 3 (quando verrete a visitare la mostra, lasciate vagare la mente, l'occhio e il cuore) e soprattutto il punto 1;

b) forse nessun critico come Antonio Esposto (nella foto) ha così artisticamente interagito con le opere sulle quali elucubra, anche se un po'... ombrosamente, vedi il risultato nella foto; c) Nino, guarda che mi tocca tagliare; d) grazie di tutto; e) dove hai comprato quel Cabernet?


(dalla presentazione di Antonino Esposto, per la mostra d’arte contemporanea “Sous Le Rouge” di Vito Campanelli)

Queste oepre rappresentano la fase più recente di un percorso estremamente coerente pur nella continua ricerca, iniziato nel 2000, dispiegatosi nel recente ciclo pittorico denominato "OPUS II", dove l'intersecarsi tra astrazione ed informale si esplica pienamente attraverso forme di evanescente minimalismo, di stratificazione oggettiva di colore, di segni che riecheggiano la suggestione estetica dei caratteri kanji, a ribadire che l'opera d'arte è un oggetto astratto, che non può che realizzarsi attraverso un mezzo concreto.

In questa esposizione, il percorso di "OPUS II" prosegue con l'artista che interpreta l’oggi attraverso l'uso del colore che più degli altri simboleggia il desiderio, la forza vitale, il cambiamento, il presente: il rosso. Abbina, unisce, dialoga con il nero, colore di negazione, del limite assoluto come pure dell'abbandono; accompagna, sottolinea, puntualizza con l’arancio, il purpureo, talvolta il bianco, i contrasti e le sfaccettature traslate dall’Io nelle sue opere in un connubio cromatico che rappresenta una sfida tra pulsioni differenti, su cui il rosso, non a caso, prevale.

Ed allora noi, nel riempirci gli occhi, nel metaforico grattare sulla superficie della tela per arrivare all'oltre sous le rouge, nel voler attribuire un significato non necessario, ecco che intravediamo una risposta, forse la risposta: ordine!

La replica all'inquietudine, la panacea per il dubbio: ordine.

Vito Campanelli, quindi, nel dialogare con se stesso, nel riflettere su questa società liquida descritta da Zygmunt Bauman, in cui relazioni, tessuto civile e sociale, pensiero, certezze, tendono a venir meno, dove "Non sono rimasti molti terreni solidi su cui gli individui possano edificare le loro speranze di salvezza; non possiamo più sperare seriamente di rendere il mondo un posto migliore in cui vivere; non possiamo neppure rendere veramente sicuro quel posto migliore nel mondo che, forse, siamo riusciti a ritagliare. L'insicurezza c'è e resterà qualunque cosa accada", e ancor di più trascinato dall'esigenza di artista di trascendere il quotidiano, mette ordine nel regno dell'imprevedibile, informe, irregolare: in una parola, nel Caos. Ma attenzione: non più il Caos primordiale e distruttore ricordato nella mitologia, necessario comunque a cicliche fasi di rinascita, bensì all'ordine nascosto che dà origine a fenomeni estremamente complessi a partire da regole molto semplici, come cita la teoria su cui scienziati di diverse discipline tendono ad essere concordi. Nell'affermazione di George Santayana "Chaos is a name for any order that produces confusion in our minds" (Caos è un nome per qualunque ordine che produce confusione nella nostra mente"), si conferma che il Caos non può più essere visto come casualità e totale mancanza di regole, ma come un ordine così complesso da sfuggire alla percezione ed alla comprensione umana. Perciò Vito, l'artista, nel fungere da agente privilegiato della percezione, da catalizzatore del Caos, usa il composto alchemico tra mente, colore, energia del fare, e la musica che lo accompagna e guida nella trasmutazione della azione pittorica; è teso a perfezionare un proprio linguaggio che è ermetico solo all’apparenza, in realtà molto più comprensibile ed aperto di quanto egli stesso creda: l'astrazione è un linguaggio universale. Sul potente ordito del colore, Campanelli tesse trame ricche di pennellate forti, fitte di intrecci, di polarizzanti contrasti, dove sovente forme a-geometriche si fronteggiano, affiancano, toccano quasi in attesa di riunirsi in uno (e come non andare all’Uno cosmico?); tratti come affondi di spada duellano su campi cromatici allontanandosi, comunque, dalle influenze di Mark Rothko con il quale sicuramente condivide il desiderio di uno spazio spirituale.

Pur senza attribuire etichette, possiamo avvicinare l’opera di Campanelli al movimento artistico denominato espressionismo astratto? Forse, e confesso che il termine mi piace.

Ora voglio citare un breve passo del commento al catalogo delle opere di Vito dal 2004 al 2008 appena pubblicato, scritto dal giornalista e art director di Lem Art Group di Milano, Maurizio Principato, un'illuminata traduzione in chiave musicale della sua pittura: ”Tutte le opere di questa appassionante monografia sono performance visive che possiedono la progressione di un concerto poprock, con tanto di incipit ad effetto, brani istantanei e suite articolate, scosse telluriche, inevitabili fasi interlocutorie, gran finale. Encore”.

Sull’onda musicale, l’artista vorrà concedermi un pensiero rivolto al mitico chitarrista Jimi Hendrix, che nel 1967 scrisse un brano musicale in tono con questa bellissima esposizione non solo nel richiamo del titolo, Purple Haze - foschia porpora - ricordandone i primi versi:

Purple haze all in my brain
Lately things just don’t seem the same
Actin’ funny, but I don’t know why
‘Scuse me while I kiss the sky


che significa:
Una foschia porpora nel mio cervello
Ultimamente le cose non sono più le stesse
Si comportano in modo buffo, ma non so perché
Scusami mentre bacio il cielo.

19 aprile 2008

rosso più rosso



questa galleria dovrebbe restare aperta di notte e aprire al tramonto. è un pensiero che mi frulla da un po'. chissà che non mi decida, una sera. sta di fatto che avrei dovuto chiudere alle 20, sono le 21.30 e sono ancora qui. ieri inaugurazione, chiuso i battenti alle 00.15. sono una nottambula, d'accordo. ma non è solo questo, naturalmente. e poi questo "Sous le Rouge" di notte è ancora più spettacolare, i quadri sembrano vivi. non spaventatevi.

poco fa entra una signora americana, che si pianta davanti ad Opus II n. 810 (se state buoni vi metto su la foto) e mi fa: "lo vedo". cosa vede, signora? "c'è una figura, che esce dal quadro". scusi? "sì, è una figura che esce dalla nebbia. bellissimo".

non intendevo questo. io vedo luci e vibrazioni che di giorno non si notano. di giorno apprezzi la linearità del tema, l'idea, il rosso. il rosso è un'idea, magari un ideale, comunque un mondo, pieno di sfaccettature. Sous le Rouge è imparare a guardare tutti i rossi, gli accenti, le note apparentemente stonate, le differenze che magari ci sfuggono o non sono come vorremmo. Non sono come tu mi vuoi: sono così, prendere o lasciare, sembra volerti dire. Sono libero: anche di gocciolare il mio colore sul pavimento. E' un colore che viaggia, si espande, cambia, ti fa vedere e guardare dove normalmente non guarderesti. anche per terra. adesso che c'è, so di aver sempre desiderato questo rosso sulle pareti, solo che non lo sapevo ancora, non così.

Ieri Antonino Esposto, in veste di critico e di... persona molto informata sui fatti, ha presentato i lavori al pubblico. Appena possibile pubblicherò il testo, anche se... alla fine le sensazioni sono sempre così personali che le parole per quanto ben ritagliate scorrono sui quadri come pennellate trasparenti, a parte un caso, il quadro d'apertura, dove il "lato b" della tela ha da dire e da cantare la sua. venite a saprete di cosa parlo.

In fondo la signora ha ragione. Nei quadri di Vito ci sono delle creature. Astratte. Pennellate, segni, che hanno una direzione, un movimento, e a volte ti vengono incontro, o addosso.
Nell'attesa che la signora decida se tornarsene a casa in compagnia dei segni, qui con il sottofondo musicale dei Sigur Ros succedono cose mai viste... alla prossima per nuove immagini e per...

29 marzo 2008

furtarello stupidello

Un individuo, corpulento, straniero (USA?), interessato specialmente alle opere di L.Pasquini ha desiderato sapere tutto sull'autore in mostra personale e si è fatto consegnare una varietà di cataloghi del nostro Luciano spacciandosi per un consulente, poi quatto quatto ha infilato nel pacchetto un multiplo dell'altro grandissimo artista che espone da noi parte delle sue bellissime sculture: trattasi naturalmente di Marcello Morandini. E' vero che comprare opere di questi due grandi Maestri è quasi un rubarle visti i prezzi davvero esigui da noi suggeriti contro le ire degli autori, ma non esageriamo.
Tutto bene, scultura recuperata grazie ai consigli dei nostri big big angeli custodi travestiti da Carabinieri; ma soprattutto la mia/nostra gallerista ancora una volta ha dimostrato di che pasta è fatta, risolvendo il caso. Una grande gallerista ed in tutto. La popolazione della nostra amata Giudecca, i nostri Dolci vicini e gli amici del vicino hotel, da noi avvisati, almeno non rimarranno di stucky. Dato che il commercio langue per tutti ma i cleptomani ci sono eccome, che ne direste di organizzare una vedetta 795 .....ci chiameremo "artdefender795" che ne dite.
Nota. il quasi sottratto ed il quasi sottrattore versano in ottime condizioni. Anche la quasi... sottraenda (?), che ancora un po' e gli tirava un pugno sul muso malgrado la sfavorevole differenza di stazza.
G. (ovvero il socio nascosto)

24 marzo 2008

Wanted - Luciano Pasquini

(Ciò che sorprende nei quadri di Pasquini - e ha sorpreso anche noi - è la luce: in foto davvero non rende e ce ne scusiamo con l'Artista.)
Tra paesaggi veneziani e toscani, con una puntatina sul Conero, ci stiamo veramente rilassando mentalmente. L'ufficio è un'esplosione di colori, avvolto da due grandi vele di Berico.. insomma cromoterapia pura. Vediamo che effetto fa!
Pasquini ci ha raccontato della sua Toscana, e della sua scuola del cuore, quella scuola di San Gersolè: dopo essere stata segnalata da Calvino e Fallaci per i suoi metodi didattici sicuramente innovativi del secondo dopoguerra, l'esperienza della scuola è di nuovo alla ribalta per un recente studio di Tullio De Mauro. Mitica la maestra Maltoni. "Le lezioni venivano tenute in un’unica stanza-laboratorio, nella quale trovavano posto contemporaneamente tutti gli alunni dalla 1a alla 5a classe elementare ed oltre - racconta Pasquini - Gli allievi venivano lasciati liberi di scrivere e disegnare quello che volevano, ispirandosi all’ambiente rurale nel quale vivevano, con lo scopo non di raggiungere un mero risultato scolastico, ma di educare per la vita, portando il bambino ad esprimere tutto se stesso con libertà, senza il timore di trovare nell’insegnante un giudice intransigente e repressivo. Il disegno dal vero costituiva l’attività più importante. Ad essa si accompagnava la stesura dei diari, che poi venivano raccolti e pubblicati in volumi. Tutto ciò ha portato la scuola di S.Gersolè all’onore della storia, richiamando, per la novità delle proposte didattiche e la loro efficacia educativa, l’attenzione di numerose personalità della cultura, della letteratura e dell’arte da Pietro Calamandrei a Italo Calvino, da Oriana Fallaci a Michelangelo Masciotta, da Emilio Cecchi a Margaret Gardner".

20 marzo 2008

Pasqua con Pasquini

Pasqua con Luciano Pasquini alla galleria Giudecca795, per uno sconfinamento nel figurativo con il pittore degli "Incanti", memorie di colore dedicate a tre luoghi davvero incantevoli e unici al mondo: Venezia, la riviera del Conero e la campagna toscana. Atmosfere luminose e serene per una primavera che vi auguriamo altrettanto radiosa. La mostra sarà aperta da Sabato 22 Marzo a Domenica 13 Aprile 2008, ingresso libero. Sabato 22 e Domenica 23 (Pasqua) l'Artista sarà presente in galleria. La mostra è aperta anche il Lunedì dell'Angelo (chiusa gli altri lunedì).
Prosegue nella seconda sala della Galleria, visto il gradimento del
pubblico, la mostra "VELE": vedete sul solito www le immagini.

Easter with Luciano Pasquini (his last name is similar to Pasqua, the Italian for Easter), at Giudecca 795 Art gallery: memories of colors dedicated to three charming and unique places in Italy: Venezia, the Conero riviera and the Tuscany hillside. Paintings evoking bright and peaceful atmospheres, to wish you a memorable and pleasant Springtime. The exhibit will be open from Saturday 22 March to Sunday 13 April. On Saturday 22 and Sunday 23 (Easter) the Artist will be present at the gallery. The exhibit will be closed on Mondays except Easter Monday, 24 March.
The exhibit "SAILS" has been extended and continues in the second hall of the gallery. Please click here for the photogallery

Om Mani Padme Hum... Free Tibet!


(immagine da Flickr - Save Tibet)

13 marzo 2008

video o non video?

volevo cambiare, e così ho girato un video. ho provato a caricarlo sul server, in quicktime. il server mi ha detto che il tempo di caricamento sarebbe stato di "93 ore e 20 minuti"! nell'attesa che qualche anima pia - e stipendiata - mi soccorra comprimendo il file, non posso far altro che rimandare alla pagina di foto ufficiali pubblicate sul sito... le opere non ci sono tutte,anche perchè l'allestimento è molto flessibile e in divenire, ma forse già da queste immagini si riesce a cogliere gli effetti luminosi.. alla sera è davvero uno spettacolo.

Continuano a chiedermi da dove Berico tragga le forme e i colori delle vele. Ho dovuto studiare: riunisco qui qualche informazione, prima di sistematizzarla meglio--
L'ispirazione della pittura su vela per Berico viene dalla vela al terzo, un tipo di vela che è stata molto diffusa nella marineria dell'Alto Adriatico, che ha una forma trapezoidale irregolare, e che si chiama così perché è issata sull'albero della nave ad un terzo del lato di sopra riferito al pennone superiore (capito qualcosa?). La superficie della vela la terzo è formata da "sferzi" cioè strisce di tessuto cucite verticalmente lungo le cimose affiancate; gli sferzi sono cuciti con due cuciture a sopraggitto. I legacci pendenti che si notano anche nelle vele di Berico sono i terzaroli, cordicalle con cui si tiene legata la vela arrotolata. Ai quattro angoli si cuciono dei rinforzi. Per colorarle sono stati usate terre colorate diluite con acqua; la vela si dipinge prima da una parte poi dall'altra, quindi si immerge in mare per togliere l'eccesso di colore. Basta per stasera, alla prossima puntata.

See some "official pictures" of the exhibit Vele innamorate. To answer some FAQ's, here are some info about the Berico's sails and technique. It was the "al terzo" sails, so common in the upper Adriatic, which inspired Berico's painting on sails. The "al terzo" sail is shaped like an irregular trapezium and id named so because it is raised on the mast to one third top side, tied to the top yard. The surfaces consist of tarpaulin sections, meaning strips of fabric stitched vertically along the aligned selvages; the sections are stitiched with two whipstitches. From the "al terzo" sail hang the reefs, cord strings stitched parallel to each other, horizontally, used to tie up the rolled sail. At the four corners of the sails, reinforcements are stitched. To dye the sails, earth was used diluted in water, applied first on one side and then on the other, and then the sail was soaked in sea-water to remove the excess dye and then left to dry

10 marzo 2008

mi associo

mi associo ai ringraziamenti di ci-sono-anch'io. evitando di raccontare qui retroscena demenziali, tipo la fantomatica ordinanza comunale sulle installazioni artistiche esterne, la tassa di occupazione di spazio aereo (che espressione sinistra) per chi appende una cosa qualunque su un palo, e una tipografia da cardiopalma, siamo come si suol dire stanchi ma felici. seguiranno foto. ciau
R

09 marzo 2008

ci sono anch'io



Avviso per i lettori di questo blog in apparente e totale controllo di una donna : Ebbene si , ci sono anch’io e sono omo , quindi tranquilli , la situazione è sotto controllo. Chi vi parla è il responsabile delle relazioni esterne , colui che fisicamente attacca i dipinti ed altro alle pareti , martella , pialla , stappa bottiglie e controlla che tutto sia in ordine e che riesce a grande fatica a contenere una donna gallerista che dir dinamica è un eufemismo. Riferendomi a “vele innamorate” sono stato circondato da donne , unico alleato il grandissimo Berico che mi ha reso la resa meno amara e con l’onore delle armi. A parte gli scherzi è stato delizioso esser circondato da artiste di regioni e opinioni diverse.
Desidero ringraziarle davvero di cuore e mando loro un grande bacione virtuale anche se per davvero le ho baciate (sulle guanciotte ) tutte con gratitudine ed affetto, anche Berico ha potuto apprezzare la genuinità e la bravura della grandissime artiste le cui opere sono in bellissima mostra nella nostra amatissima galleria. L’ 8 marzo continua per tutto l’anno e sino a quando nessuna donna ne sentirà la mancanza perchè tutte le rivendicazioni saranno state realizzate.
(Bacon: edipo e la sfinge)